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Notostraca
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I mwbaNotostraca sono un mwbqordine di piccoli mwbgcrostacei appartenenti alla mwbwclasse mwcaBranchiopoda. L'ordine comprende una sola mwcqfamiglia (mwcgTriopsidae) suddivisa in due mwcwgeneri.

Gli appartenenti al genere mwdqmwdgTriops hanno due mwdwocchi composti ed un solo occhio naupliare posto fra gli altri due. La morfologia esterna apparentemente non ha subito modifiche da quella del mweqmwegTriops cancriformis nel mwewTriassico 220 milioni di anni fa. Il mwfaTriops cancriformis potrebbe essere la più antica specie animale ancora vivente.cite-ref-1[1] I membri dell'ordine ormai estinto dei mwgqKazacharthra sono molto simili, essendo discendenti di questo stesso ordine.

Contents

Note

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Descrizione

Anche se i notostraci somigliano agli mwhqanostraci, la struttura è profondamente diversa. La testa e la parte anteriore del torace di questi crostacei sono coperti da uno scudo piatto ed ovale. Sul bordo anteriore della corazza, su una piccola sporgenza, sono posti due occhi composti scuri e senza palpebre. Tra di essi è posto un singolo occhio naupliare. Dietro i tre occhi si trova uno strano organo composto di quattro cellette la cui funzione non è chiara, potrebbe essere un organo che secerne internamente qualche sostanza. Il bordo posteriore della corazza ha un incavo semicircolare che lascia scoperta la parte posteriore del mwhgtorace. L'mwhwaddome termina con un mwiatelson sul quale sono posti due lunghi uropodi segmentati chiamati mwigfurcae.

Osservando un notostraco dalla faccia ventrale, si può facilmente notare la struttura dei suoi segmenti e degli arti. Nella parte anteriore il mwjacarapace piega verso la parte ventrale dove si unisce ad un grosso labbro (labbro superiore) di forma pressoché quadrata. Il primo e secondo paio di antenne sono molto piccoli mentre le mwjqmandibole sono piuttosto grandi con molte proiezioni dentali. La bocca è collocata tra le mandibole dietro il labbro. Dietro le mandibole ci sono due mascelle. Come negli anostraci, su ognuno dei restanti 10 segmenti toracici sono poste due zampe. Le zampe hanno, sul lato interno, sei lobi che spingono il cibo verso la bocca; sul lato esterno c'è un grande lobo natatorio ed uno per la respirazione trasformato in una branchia (gli anostraci hanno due lobi per la respirazione per ogni zampa). Studi dettagliati sui muscoli hanno portato alla conclusione che le zampe dei notostraci e degli anostraci non hanno relazione mwjgfilogenetica, apparentemente si sono evoluti in modo indipendentemente pur avendo la stessa funzione.

Il primo e, meno ovviamente, il secondo paio di zampe di un notostraco differisce dalle altre paia di zampe perché i quattro lobi interni si sono modificati in una struttura allungata e segmentata a forma di flagello che sporge dai lati del carapace. Questi sono degli organi sensoriali che somigliano alle antenne degli altri crostacei. Questa modifica dei lobi interi delle zampe anteriori è sicuramente associata alla riduzione delle antenne.

Nelle femmine l'undicesimo paio di arti è dotato di una struttura abbastanza particolare: il grande lobo esterno, che negli alti arti è utilizzato per il nuoto, si è modificato in una capsula in grado di accogliere le uova. Nei maschi l'undicesimo paio di zampe è uguale agli altri.

Un'altra caratteristica sorprendente dei notostraci è che ogni segmento toracico dal tredicesimo in poi, porta da quattro a sei paia di zampe quindi queste specie possono avere fino a settanta zampe, più degli altri crostacei. Le zampe diventano più piccole mano a mano che si va verso i segmenti posteriori, gli ultimi segmenti sono privi di zampe.

Una evidente differenza fra i notostraci e gli anostraci è che nei primi le zampe anteriori sono dotate alla base di alcuni aculei che puntano verso l'interno. I notostraci usano questi aculei per raccogliere grossi pezzi di cibo e passarli da una zampa all'altra fino alla bocca. Gli anostraci filtrano il cibo sospeso nell'acqua mentre i notostraci non sono in grado di farlo. I loro arti posteriori servono soprattutto alla respirazione, difatti si può notare che anche quando sono fermi continuano a muovere gli arti posteriori mentre quelli anteriori sono fermi. Durante il nuoto le zampe si piegano e si raddrizzano con un movimento ad onda. Lo zoologo svedese Lundblad fece un esperimento versando alcune gocce di mwkwcarminio nell'acqua vicino alle zampe posteriori e notò che l'acqua si muoveva lentamente in avanti verso la fessura formata dalle zampe posteriori, appena raggiunto il decimo paio di zampe il flusso si intensificò mostrando l'importanza degli arti anteriori nel portare il cibo alla bocca.

La visione è importante durante il nuoto dei notostraci: illuminando il fondo di un mwlqacquario posto in un ambiente buio questi crostacei cominciano a nuotare capovolti quindi gli occhi posti sul dorso sono sensibili alla luce. L'esperimento porta allo stesso risultato anche coprendo gli occhi ed il crostaceo è posato col ventre sul fondo. Apparentemente i notostraci reagiscono alla luce perché l'occhio naupliare attraversa il corpo fino al lato ventrale di fronte al labbro superiore dove è posta una zona non pigmentata. In conclusione i notostraci sono sensibili alla luce simultaneamente proveniente da sopra e sotto.

Il senso della vista non è utilizzato per la ricerca del cibo ma si avvalgono di speciali recettori chimici concentrati sulle strutture a forma di antenna poste sul primo paio di zampe. Un notostraco può scovare facilmente un mwlwlombrico in un acquario e mangiarlo. Gli studi mostrano che se viene aggiunto del mwmachinino al verme, il crostaceo lo percepisce con le antenne e si rifiuta di mangiarlo.

Biologia

Nell'emisfero nord i notostraci nascono solitamente da uova non fecondate. In mwmwNord America ed mwnaEurasia la popolazione presente nelle pozze e negli stagni è composta quasi esclusivamente da femmine, meno di un maschio ogni cento femmine ed alcuni stagni non contengono neanche un maschio. Spostandosi verso sud la percentuale di maschi sale fino ai mwnqtropici dove il loro numero può essere anche superiore a quello delle femmine.

A causa della rarità dei maschi, rapporti sessuali nei notostraci son stati osservati solo due volte. Il maschio si attacca al carapace della femmina e piega il suo corpo in modo che la gran parte si viene a trovare sotto quello della femmina poi afferra l'undicesimo paio di zampe della femmina col suo undicesimo paio.

Le uova, sia fecondate che non, sono conservate in un apposito compartimento posto sull'undicesimo paio di zampe. La femmina porta le uova per un breve periodo di tempo per poi deporle sul fondo dello stagno. È interessante osservare che non c'è alcuna differenza né nella forma né nella natalità fra uova fecondate o meno.

Le piccole uova sono dotate di un guscio spesso e robusto. Esse possono resistere al gelo ed alla siccità per poi schiudersi anche nove anni dopo la deposizione. Possono rimanere ad una temperatura di 80mwoq °C o passare attraverso l'apparato digerente di una mwograna senza subire alcun danno. Possono essere trasportate dal vento anche per lunghe distanze. La diffusione di notostraci in ogni parte del mondo è dovuta proprio alle caratteristiche delle uova, sembrano apparire improvvisamente in una pozza per via delle uova in stato di quiescenza e non perché esemplari adulti sono caduti dal cielo come recitano alcune credenze popolari.

Se un uovo giunge in uno stagno con le caratteristiche adatte, l'uovo si schiude un anno dopo. Nella specie mwpaTriops cancriformis la larva è un tipico mwpqnauplius con tre paia di arti e nessuna traccia di segmentazione. In altre specie di notostraci l'uovo si schiude con la larva ad uno stadio successivo chiamato metanauplius caratterizzato dall'avere la parte posteriore del corpo segmentata. Per giungere alla maturità sessuale, il mwpwTriops cancriformis deve mwqamutare circa 40 volte. Queste mute seguono una dopo l'altra molto rapidamente durante la stagione estiva, il passaggio dal nauplius all'adulto avviene in un paio di settimane. Il mwqqLepidurus apus raggiunge la lunghezza di 12mwqg mm dopo 17 mute, mentre il mwqwdimorfismo sessuale compare dopo 14 mute.

La mwrqlongevità osservata in laboratorio coincide con i dati osservati sul campo. Il mwrgT. longicaudatus vive per circa 50 giorni mentre il mwrwT. cancriformis ha una aspettativa di vita di circa 90 giorni con alcuni individui che cominciano a morire già dopo un paio di settimane dalla schiusa. Alcuni individui possono morire prematuramente per complicanze durante la muta o altro.

Ecologia

I notostraci vivono solitamente sul fondo di pozze di acqua stagnante dove si spostano col ventre volto verso il basso. In ambienti con scarsità di mwsgossigeno possono nuotare capovolti con le zampe vicino alla superficie dell'acqua. I notostraci sono mwswonnivori, scavano nel fango del fondo con parte anteriore della corazza cercando non solo mwtaplancton ma anche prede più grandi come mwtqvermi, larve di chironomidi, è diffuso anche il mwtgcannibalismo verso altri esemplari più piccoli, deboli o morti (in particolare dopo la muta). Altra preda comune sono gli anostraci che spesso condividono lo stesso habitat.

I notostraci vivono spesso in pozze d'acqua temporanee quindi anche la loro vita è breve. Queste pozze spesso si seccano durante alcuni periodi dell'anno quindi, mentre gli esemplari adulti muoiono, sopravvivono gli embrioni in uno stato di animazione sospesa per un periodo anche di alcuni anni fino a che le piogge non riempiranno di nuovo la pozza.

I notostraci sono spesso al vertice della catena alimentare delle pozze effimere in quanto mangiano qualunque cosa più piccola di loro. Costituiscono spesso preda di uccelli. In alcune aree, certe specie di mwuqTriops sono considerate dannose perché danneggiano i germogli del mwugriso in quanto li estirpano cercando cibo sul fondo.

Distribuzione e habitat

I notostraci si possono trovare in ogni continente esclusa l'mwvqAntartide. In Austria sono documentate due specie, una primaverile ed una estiva: mwvgLepidurus apus e mwvwTriops cancriformis. Nelle Americhe sono state identificate molte specie tra cui mwwaTriops longicaudatus e mwwqTriops newberryi. In mwwgAustralia si trova il mwwwTriops australiensis. Altre specie comuni sono il mwxaTriops numidicus in mwxqAfrica anche se molte fonti si riferiscono ad esso con il vecchio nome di mwxgTriops granarius che vive in Sudafrica, Cina, Giappone ed Italiacite-ref-2[2]. Il mwywTriops cancriformis si trova ovunque in Europa.

Tassonomia

Nonostante la diffusione in tutto il mondo, l'ordine dei mwdqNotostraca comprende un numero di specie stranamente piccolo. Gli zoologi moderni riconoscono solo 16 specie di notostraci, sei del genere mwdgTriops e dieci del genere mwdwLepidurus. Alcune di queste come il mweaTriops cancriformis e il mweqLepidurus apus sono diffuse in tutto il mondo mentre altre come il mwegLepidurus arcticus si trovano solo nelle pozze dell'mwewArtico. Alcune specie sono esclusive dell'mwfaAfrica, altre sono specifiche dell'mwfqAustralia.

• Famiglia mwgaTriopsidae

• Genere mwgwLepidurus mwhqLeach, 1819

• mwiaLepidurus apus (mwigLinnaeus, 1758)
• mwjaLepidurus arcticus (mwjgPallas, 1776)
• mwkaLepidurus batesoni mwkgLonhorst, 1955
• mwlaLepidurus bilobatus mwlgPackard, 1883
• mwmaLepidurus couesii mwmgPackard, 1875
• mwnaLepidurus cryptus mwngRogers, 2001
• mwoaLepidurus lemmoni mwogHolmes, 1894
• mwpaLepidurus lynchi
• mwpwLepidurus mongolicus mwqqVekhoff, 1992
• mwqwLepidurus packardi

• Genere mwrgmwrwTriops mwsaSchrank, 1803

• mwswmwtaTriops australiensis (mwtqSpencer & Hall, 1895)
• mwtwmwuaTriops cancriformis (mwuqBosc, 1801)
• mwuwTriops granarius (mwvqLucas, 1864)
• mwvwmwwaTriops longicaudatus (mwwqLeConte, 1846)
• mwwwTriops numidicus
• mwxgTriops newberryi (mwyaLeConte, 1846)

Evoluzione

L'ordine dei notostraci ha origini molto antiche. Sono stati trovati fossili di mwywTriops cancriformis risalenti al mwzaTriassico. Un'attenta analisi delle tracce di questi crostacei ha determinato che sono praticamente identici agli esemplari attuali, l'habitat era lo stesso. Sono stati ritrovati fossili anche di moderne specie africane che però appartengono al mwzqGiurassico.

Non esistono altre specie viventi di origine così antica per cui questi animali rappresentano dei mw0qfossili viventicite-ref-3[3].

I notostraci nell'acquario

I notostraci, soprattutto mw2aTriops longicaudatus sono spesso venduti ai bambini sotto forma di pacchetti contenenti uova per realizzare interessanti esperimenti scientifici o il loro primo mw2qacquario. È sufficiente versare un po' d'acqua sorgiva sulle uova ed esse si schiuderanno in breve tempo — spesso meno di un giorno — per poi crescere molto rapidamente. La crescita è apprezzabile da un giorno all'altro fino a raggiungere la massima dimensione di circa 5 centimetri, coda compresa. Se non è disponibile cibo in abbondanza (a volte anche se lo è) non esitano a mangiarsi a vicenda.

Queste creature sono utili negli acquari d'acqua dolce perché aiutano a mantenere pulito il fondo cibandosi di qualunque cosa. Possono comunque rappresentare un pericolo per i pesci molto piccoli o altri crostacei oppure possono diventare preda dei pesci più grandi. Possono provocare danni alle radici delle piante dell'acquario se non hanno cibo a sufficienza. La loro vita è breve ma è semplice aggiungerne altri.

Si può dare il via ad una nuova generazione di individui semplicemente svuotando dell'acqua il contenitore che li ospita e lasciandolo asciugare per almeno un mese ed infine riempiendolo di acqua distillata o di sorgente. Questi individui nascono dalle uova lasciate dalla precedente generazione sul fondo del contenitore. Questa procedura simula il periodico asciugarsi ed allagarsi del loro habitat naturale.

Note

cite-note-11. Kelber, K.-P. (1999). mw4gTriops cancriformis.. (Crustacea, Notostraca): Ein bemerkenswertes Fossil aus der Trias Mitteleuropas. — mw4wIn: Hauschke, N. & Wilde, V. (mw5aeds.): Trias - Eine ganz andere Welt, mw5qIII.16: mw5g383-394. Verl. Dr. F. Pfeil, Munich.
cite-note-22. mw6gmw6wmw7aSpecies descriptions, su mw7qfilebox.vt.edu, 2001. mw7gURL consultato il 31-07-2006 mw7w(archiviato dall'mw8aurl originale il 20 agosto 2006).
cite-note-33. L. A. Zenkevich. mw9aThe Animal Life (Zhizn' Zhivotnykh), Volume 2. Chapter 7 - Phylum Arthropoda.

Bibliografia

• citerefmartin-davis-2001(EN) Joel W. Martin e George E. Davis, An Updated Classification of the Recent Crustacea (PDF), collana Science Series, n. 39, Natural History Museum of Los Angeles, 2001, ISBN 1-891276-27-1. URL consultato il 24 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 29 dicembre 2009).

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Collegamenti esterni

• mw-a(EN) MyTriops.com.
• mw-g(EN) ARKive - immagini e filmati del Triops cancriformis, su arkive.org. URL consultato il 20 dicembre 2007 (archiviato dall'url originale il 21 gennaio 2008).
• mwaqa(EN) Triops Science Fair Project, su kandarian.com.